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Arte e libri Potenza

"Hanno accontentato
gli amici dei politici"

Intervista a Maria Grazia Tarulli, una delle artiste lucane esclusa dalla Biennale lucana

Maria Grazia Tarulli Maria Grazia Tarulli

In occasione dei 150 dell’Unità d’Italia, il curatore del padiglione Italia della Biennale di Venezia, Vittorio Sgarbi, ha voluto allargare il Padiglione alle sedi regionali. L’idea nasceva dalla volontà di operare una sorta di rivoluzione democratica, permettendo agli artisti di tutta Italia, anche quelli più emarginati, di avere visibilità ed essere “storicizzati” in un catalogo nazionale. Purtroppo Sgarbi, secondo molti, non è riuscito a concretizzare quella che poteva essere considerata una buona idea, soprattutto per i metodi di selezione utilizzati nella scelta degli artisti coinvolti. Cerchiamo di capirne le motivazioni con un'artista lucana, Maria Grazia Tarulli, che in questi giorni è stata una delle protagoniste di questo dibattito.


Maria Grazia come e quando nasce la tua passione per l’arte?


 – L’amore per l’arte, coltivata da autodidatta, mi accompagna da sempre. Avrei voluto frequentare  scuole che mi formassero artisticamente,  ma la mia vita ha percorso altre strade non meno importanti. Lavoro dall’età di 18 e l’esperienza lavorativa  arricchente ed entusiasmante non è poca cosa in questa regione.


Come mai hai scelto proprio la pittura per esprimerti?


Alla fine di un mio  ciclo lavorativo ho sentito la necessità di ritornare a quelle che erano i miei desideri d’infanzia, il mio sogno.  Chi mi conosce sa come identificarmi immediatamente e quale se non l’arte pittorica risponde a questo mio modo di essere? L’arte dà un messaggio veloce dell’artista.


A cosa ti ispiri per dipingere le tue opere?


Il territorio, gli itinerari lucani, la ciclicità del tempo delle stagioni e l’amore per gli animali sono gli unici protagonisti della mia pittura. Un’esplorazione legata alla terra, per cercare di fissarne la ciclicità eterna. Nei miei quadri ritrovo il mio tempo, la mia giovinezza.


Quali sono le problematiche che un artista si trova a dover affrontare oggi?


 – L’arte, come dice Sgarbi è una casta. Non esiste un’attestazione che ti definisce tale. L’artista pittorico a differenza di altri, cantanti, attori, musicisti, che percepiscono un compenso per il loro lavoro, non ricevono compensi per presentare le loro opere ma devono finanziarsi per  poter usufruire di spazi nelle Gallerie, devono pagarsi le pubblicazioni, le recenzioni dei critici d’arte e le partecipazioni agli eventi.  Per questo il percorso degli artisti non equivale alla bravura ma  spesso alla stabilità  economica dell’artista.


Cosa pensi di una rassegna artistica come la Biennale di Venezia? Cosa rappresenta per gli artisti emergenti?


Se non ci sono elenchi che attestano la validità di artisti che da anni esercitano questa professione come si può pensare che ci possa essere un futuro per gli artisti emergenti? Un giornale regionale ha pubblicato che in Basilicata come nelle altre regioni sono stati selezionati circa 1000 artisti. Vorrei che se ne pubblicassero i nomi. Credo invece che siano state fatte delle scelte mirate,  inseriti…. Gli amici degli amici.  Altra soluzione per i giovani è essere figlio di…….. Vedi Felice Lovisco padre, Massimo Lovisco figlio.


Parliamo delle polemiche che hanno accompagnato la scelta dei 43 artisti chiamati a far parte del padiglione lucano della Biennale di Venezia, inaugurato a Potenza il 10 ottobre scorso. E’ di questi giorni una tua lettera inviata a tutti i giornali locali che evidenzia il tuo punto di vista sulle metodologie di scelta. Cosa c’è che non ha funzionato?


Oscure sono le modalità di valutazione degli artisti selezionati per la biennale . Nulla risulta trasparente. Sconosciuti i criteri  di giudizio. Numerosi gli artisti di spessore nazionale e internazionale come Antonio Zambrella ( detto il Lucanino), Gaetano Dimatteo, Teri Volini, Nicola Filazzola, Filippo De Marinis,  e tanti altri, mai contattati, inesistenti quindi per la giura di selezione (?). Credo che in questa mostra si siano accontentati gli amici, quelli più vicini alla politica, quelli abituati a snobbare il merito, quelli che amano  farsi strada a gomitate, I DEMONI  che nulla hanno a che fare con l’arte.


Secondo il tuo parere come poteva, invece, essere effettuata la scelta dei partecipanti?


Una selezione non si può fare in modo estemporaneo, ci  vuole tempo per acquisire conoscenze utili ad una valutazione degli artisti. Servono esperti che abbiano una grande sensibilità artistica ed umana.  


- Il dibattito avviato da te e da l’artista Gaetano di Matteo ha innescato una serie di interventi contro i criteri di selezione che hanno visto tra gli altri anche Nicola Filazzola, pittore materano. A che punto è la vertenza? Pensi che da queste considerazioni si possa costituire, per il futuro, un metodo meno arbitrario e più legittimo di selezione degli artisti?


- Tantissime sono state le telefonate di sostegno che abbiamo ricevuto io, Gaetano Dimatteo, Teri Volini. Credo che altri si assoceranno alle nostre contestazioni non perché volevamo esserci ma perché siano più chiare le scelte con cui si fanno le selezioni.  Questa legittimazione deve essere  trasparente anche quando i comuni commissionano opere a scultori o pittori. In questi anni diverse volte ho fatto interrogazioni in tal senso al mio comune da cui mai ho ricevuto risposta.


 

Mer, 19/10/2011 - 12:07
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